Catalogo

Venti

20,00 

Scritto nel 1945, durante il suo esilio negli Stati Uniti, Venti è uno straordinario, epico poema in prosa del premio Nobel per la letteratura Alexis Léger, meglio noto con lo pseudonimo di Saint-John Perse. Fra atmosfere primordiali, animate dalla potenza ancestrale della natura americana, Perse trascina e inebria in un caleidoscopio di immagini, pensieri, evocazioni. «Novello Robinson, – così Franco Marcoaldi nella prefazione alla presente edizione – l’esiliato, il ramingo, l’errante Perse si presenta ai nostri occhi come un prestidigitatore musicale, che fa del verso alessandrino il suo stigma, e di un pensiero analogico-simbolico affidato a un linguaggio opulento e strabordante il volano di uno stato di surrealtà che sola può rompere quella funerea abitudine che ci sotterra in una sequela continua di “momenti di non-essere”, per dirla con Virginia Woolf. Poeta della luce e di un ininterrotto “grido di gioia”, nella sua epopea sinfonica egli ci invita a sentire, prima ancora che a capire. Come si sente la musica, appunto: con l’orecchio, il cuore, l’immaginazione – musica che sola può riscattare la santa sacralità del vivente. Da sempre appassionato dell’arte di combinare suoni, Perse potrebbe a buon diritto sostenere che la sua poesia non è musicale, ma musica essa stessa e come tale va letta, ascoltata, delibata. Come “un sogno del reale” che affonda senza esitazione negli abissi più spaventosi della vita come nella sua perpetua e dolcissima rigenerazione». Storia di una nuova umanità che vorrebbe emergere dagli abissi della guerra, conflitto fra nuovi e antichi dèi, epopea delle umane contraddizioni, Venti è un capolavoro della poesia e un testo che non smette di emozionare e travolgere il lettore.


Traduzione di Nicola Muschitiello
Prefazione di Franco Marcoaldi

Pagine: 248


 

Saint-John Perse

Pseudonimo del poeta francese Alexis Saint-Léger Léger (Saint-Léger-les-Feuilles, Guadalupa, 1887 - Giens, Varo, 1975), noto anche, in diplomazia, col nome di Alexis Léger. Discendente da coloni francesi trapiantati nelle Antille dal sec. 17º, completò gli studî a Pau e a Bordeaux dove scrisse le prime poesie ispirate al paesaggio esotico dell'isola natale (Éloges, 1911). Nel 1905 conobbe P. Claudel che lo orientò verso la carriera diplomatica; capo di gabinetto sotto il ministro A. Briand (1925-31), ne condivise il progetto di una federazione europea; segretario generale del ministero degli Affari esteri (1933), stretto collaboratore di G. Bonnet, partecipò al convegno di Monaco (1938). Destituito dal governo di Vichy per la sua ostilità al nazismo, andò esule negli USA (1941-57), dedicandosi ai viaggi e all'attività letteraria, dopo che, per tutta la sua carriera diplomatica, si era volutamente astenuto da ogni pubblicazione. A grande distanza dal suo primo poema epico, Anabase (1924; una trad. parziale ne fornì G. Ungaretti nel 1931), uscirono così, in rapida successione, il poema Exil (1942), dedicato al poeta A. Mac-Leish, Poème a l'étrangère (1943), Pluies (1944), Neiges (1944), Vents (1946), la sua opera più significativa. Seguirono poi Amers (1957), Chronique (1960), Oiseaux (1963), Chanté pour celle qui fut là (1969). Dopo le Oeuvres complètes (1972) apparve ancora Chant pour un équinoxe (1975). Spirito enciclopedico, nella sua poesia che, attraverso l'uso del versetto, recupera la suggestione del linguaggio biblico, S.-J. P. si avvale di un lessico preciso e a volte raro per celebrare in una prosodia solenne, capace di elevarsi all'epopea, i valori della civiltà e le conquiste dell'uomo. Nel 1960 gli fu assegnato il premio Nobel per la letteratura.

Descrizione

«… Grandi, grandi venti erano sulla terra degli uomini – grandi, grandi venti all’opera in mezzo a noi, Che ci cantavano l’orrore di vivere, e ci cantavano l’onore di vivere, ah! ci cantavano, e noi cantavamo al culmine del pericolo, E sui selvaggi flauti della sventura ci conducevano, uomini nuovi, alle nostre maniere nuove.»

EDIZIONI MEDHELAN

Via Aristide De Togni, 7 - 20123 Milano info@edizionimedhelan.it