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Il giovane Puškin

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Capolavoro monumentale del grande esponente del formalismo russo, Il giovane Puškin nasce come progetto biografico completo del grande poeta, in occasione del centenario della sua morte. Tynjanov riuscì a completare solo le prime tre parti dell’opera che terminano con l’ingresso di Puškin nell’età adulta. Romanzo di atmosfere e di evocazioni letterarie, dove l’infanzia e la giovinezza del poeta sono intessute di premonizioni di versi, personaggi, sentimenti che prenderanno forma eterna nelle sue opere, Il giovane Puškin è uno straordinario affresco della Russia di Alessandro I. Tynjanov rievoca, con straordinaria precisione e immancabile ironia il mondo letterario del tempo, influenzato dalla cultura francese, nonostante i tragici eventi delle guerre napoleoniche, i fermenti ideali e naturalmente le avvincenti vicende familiari del giovane vate. Terminato quando già si manifestavano nell’autore i primi segni della sclerosi multipla, fu anche al centro di un progetto cinematografico (la prima “grande pellicola a colori” russa) di Sergej Ėjzenštejn, rimasto incompiuto per la sopraggiunta morte di Tynjanov nel 1943. In una sua lettera, inviata all’autore senza sapere della sua scomparsa, il grande regista sovietico scrive: «pensavo a un film tratto dal tuo romanzo perché, oltre alla meravigliosa interazione dei leitmotiv musicali, la trama della sua biografia è semplicemente concepita da Dio per il colore». Il romanzo è arricchito dalla riproposizione, in appendice, del famoso Discorso su Puškin di Dostoevskij: «In verità, nelle letterature europee ci sono stati dei geni artistici di enorme grandezza, come Shakespeare, Cervantes, Schiller. Ma trovate anche uno solo di questi geni che possieda tale facoltà di rispondenza e simpatia universale come il nostro Puškin. E proprio questa dote, questa facoltà, che è la più im­portante della nostra nazionalità, egli la condivide precisamente con il nostro popolo e perciò egli è il vero poeta del popolo».


Introduzione di Viktor Sklovskj

Traduzione di Elisabetta Spediacci

In appendice: “Discorso su Puškin” di F. Dostoevskij

Pagine: 768

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Jurij Tynjanov

Jurij Tynjanov (1894-1943) scrittore, filologo e critico letterario, esponente di spicco del formalismo russo, oltre agli scrittori teorici (raccolti nel 1929 nel volume Arcaisti e innovatori) ha lasciato romanzi e racconti storico-biografici rigorosamente fondati sullo studio dei documenti e degli ambienti d'epoca.

Descrizione

«Puškin la vide all’improvviso, dunque, e all’improv­viso si precipitò da lei come un cavallo pressato dallo sperone. Lei gioì un po’ più del lecito, un po’ più di quanto si sarebbe aspettata. Puškin le strinse la vita e d’un tratto, ansimando, cominciò a scivolare giù; finito a terra, appoggiò le labbra al suo piedino sottile. Lei aveva chiuso gli occhi. Non diceva niente, si limitava a stare ai suoi piedi, e lei non sapeva come parlargli né cosa dirgli. Era impazzito. Si rialzò, sempre ansimando, ma non la lasciò. Anziché abbracciarla, era caduto ai suoi piedi come falciato, come cadono i feriti a morte…»

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