Gli inverni di Pietroburgo
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«Diario» dei giorni della rivoluzione e della trasformazione radicale di una città, di un popolo, di una nazione, Gli inverni di Pietroburgo rappresentano un unicum nella letteratura dell’emigrazione russa. C’è sì il racconto delle atmosfere sospese, senza un domani, di una città brulicante di caratteri, ma c’è soprattutto la dimensione letteraria del poeta Georgij Ivanov, nel duplice aspetto della narrazione e della ricostruzione del milieu culturale di un mondo che crolla. Personaggi surreali, intervallati da auliche risonanze poetiche, miserie del quotidiano e dialoghi immaginari, si mescolano al ricordo, alla confidenza, al pettegolezzo malizioso. Così, ogni dettaglio contribuisce a ricreare un clima, una condizione spirituale che non è solo quella dello scrittore, ma la metamorfosi di una intera città, col suo passato letterario, antiche glorie e nuovi grigi orizzonti, divisi fra opportunismo e fanatismo politico. L’eco di una umanità instabile e provvisoria assume grazie alla prosa di Ivanov il carattere eterno della poesia, in un esperimento letterario antagonistico rispetto alle pompose esaltazioni rivoluzionarie. Si rivela così il genio del poeta che non rifugge dai gesti e dalle voci del quotidiano, ma le trasfigura, le fissa in ritratti di grande efficacia, vividi e velati di una tragica ironia che sfiora il ricordo di Gogol’ e alleggerisce la tragica grandezza dei personaggi di Dostoevskij. Sullo sfondo, una città velata dalla nebbia, un elemento ricorrente che «cancella le gerarchie tra vita e letteratura, documento e immaginazione, diventando la
sostanza stessa della città ricordata», come nota Simone Guagnelli, scrupoloso curatore della presente prima edizione italiana. Segue una antologia di 49 poesie di Ivanov, con testo originale a fronte, tradotte e curate da Alessandro Niero, testimonianza straordinaria dell’evoluzione stilistica ed espressiva di un autore fondamentale del Novecento russo.
Prefazione di Simone Guagnelli
Seguito da 49 poesie con testo russo a fronte tradotte da Alessandro Niero
Pagine: 562
Recensioni:
Paola Ferretti – Alias “Il Manifesto”
(1894-1958) Poeta e scrittore russo, è considerato una delle voci maggiori della letteratura dell’emigrazione. Formatosi nella Pietroburgo del Secolo d’argento, legato all’acmeismo e all’ambiente della rivista letteraria «Apollon», nel 1922 si stabilì in Francia, dove collaborò con varie riviste in qualità di poeta, giornalista e critico. Durante la Seconda guerra mondiale visse a Biarritz con la moglie, Irina Odoevceva. Negli anni dell’occupazione tedesca la coppia perse gran parte dei propri beni. Dal febbraio 1955 fino alla sua morte visse nella più completa miseria nell’ospizio di Hyères, vicino Tolone.