Una meditazione storica

di Enzo Verrengia – Conquiste del Lavoro – 28 Maggio 2026

Ma perché una storia deve sempre svolgersi? E come? Come una molla?Come un serpente, raggomitolato su se stesso, al sole, oppure all`opposto, tra le sue uliginose spire? In ogni caso una storia deve svolgersi: una situazione deve esplodere, moltiplicarsi, progredire attraverso momenti forti verso una fine, talvolta imprevista; è quasi inevitabile, anche se questo è solo un residuo della poetica aristotelica. Si potrebbero però concepire delle storie senza svolgimento…» Quella che Jorge Semprun racconta in “La seconda morte di Ramon Mercader” ha nello stesso uno svolgimento e un accostarsi di momenti autoesaurienti. Così complessa da far apparire i romanzi di John Le Carré dei thriller avventurosi e avvincenti, dove le tortuosità avvincono alla strega di “normali” spy-stories. Sì, perché “La seconda morte di Ramon Mercader” è una serie di vicissitudini scaturita dalla cerchia dello spionaggio durante la Guerra Fredda. Il protagonista si chiama come l`agente dello Smersh che il 21 agosto 1940 uccise Lev Trockij a Città del Messico su ordine di Stalin. È una coincidenza meramente narrativa? Difficile dirlo. Nel libro il suo flusso di coscienza passa dalla terza persona alla prima, mettendo in campo lo stesso Semprun. Poi i punti di vista deflagrano in sovrapposizioni continue, tenute insieme dalla passione ideologica dell`autore. Dentro di lui albergano le memorie della guerra civile spagnola, del Comintern, della terza internazionale, delle purghe sovietiche. Prima di diventare un grande sceneggiatore cinematografico, Semprun viveva per un`ideale comunista capace di assorbire la violenza della Lubjanka, le implacabili decimazioni ordinate dal Politburo anche dopo Krushev, la convinzione che il “giusto” fosse da una parte sola. «Confermandosi così “bravo soldato” di un concetto di rivoluzione che non avrebbe risparmiato agli avversari politici sia nei lager (…) sia nel campo della cultura» scrive nella prefazione Sandro Moiso. Il tutto pervaso nello scorrere del plot da un`ossessione pervasiva per due quadri di Jan Vermeer, “Veduta di Deft” e “La stradina”. Mercader/Semprun li contempla ad Amsterdam, con qualcosa che va ben oltre la Sindrome di Stendhal. Vi si figura all`interno dei dipinti, dimentico degli agenti della CIA che lo sorvegliano giorno e notte, nella cornice di un`operazione che richiama Humpty-Dumpty, il personaggio di “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Come lei, il mondo delle spie e dei cospiratori “rossi” costituisce una realtà alternativa.


La seconda morte di Ramón Mercader

26,00 €

Quando Ramón Mercader si presenta al controllo pas saporti dell’aeroporto di Zurigo, il suo destino è segnato. Ramón non si occupa solo di import-export: è una spia dell’URSS in terra di Spagna. La sua copertura, però, sta rischiando di saltare, e i servizi americani sono sulle sue tracce. Anche i russi e i tedeschi dell’Est si interessano a lui, e Ramón, in quella partita di caccia, potrebbe essere esca o selvaggina. Jorge Semprún non ha scelto a caso il nome del suo protagonista: Ramón Mercader, quello «vero», è stato l’assassino di Trockij. Attraverso il suo personaggio romanzesco e il suo omonimo reale, l’autore rievoca l’intera storia del movimento comunista, dalla Terza Internazionale alla guerra di Spagna, dalle repressioni di Stalin alla burocratizzazione del mondo sovietico negli anni Sessanta. Semprún affermava – ricorda Sandro Moiso nella prefazione alla presente edizione – «che tutti i suoi romanzi costituivano di fatto “un libro interminabile”. Romanzi, come quello che il lettore ha tra le mani, in cui clandestinità e azione politica, sia durante la Resistenza che successivamente nelle file dei servizi “comunisti”, spingono l’autore a render conto di quante menzogne occorresse all’epoca sostenere oppure contribuire a diffondere, anche nei confronti di amici e compagni “innocenti”, purché la grande macchina partitica ed organizzativa, oltre che propagandistica, di una rivoluzione da tempo fallita potesse continuare a rappresentarsi come l’erede delle tradizione rivoluzionaria proletaria». Intorno alla tragica epopea di Ramón Mercader e degli altri personaggi, maschili e femminili, teneri e violenti, in una trama
dalle sorprese continue, si dipanano i ricordi personali di Semprún, ma soprattutto il filo collettivo di una grande meditazione storica sul destino delle rivoluzioni.


Traduzione di Leopoldo Carra
Prefazione di Sandro Moiso

Pagine: 476


Recensioni:

Blow Up – Giacomo Giossi

Conquiste del lavoro – Enzo Verrengia


 

EDIZIONI MEDHELAN

Via Aristide De Togni, 7 - 20123 Milano info@edizionimedhelan.it