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La seconda morte di Ramón Mercader

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Quando Ramón Mercader si presenta al controllo pas saporti dell’aeroporto di Zurigo, il suo destino è segnato. Ramón non si occupa solo di import-export: è una spia dell’URSS in terra di Spagna. La sua copertura, però, sta rischiando di saltare, e i servizi americani sono sulle sue tracce. Anche i russi e i tedeschi dell’Est si interessano a lui, e Ramón, in quella partita di caccia, potrebbe essere esca o selvaggina. Jorge Semprún non ha scelto a caso il nome del suo protagonista: Ramón Mercader, quello «vero», è stato l’assassino di Trockij. Attraverso il suo personaggio romanzesco e il suo omonimo reale, l’autore rievoca l’intera storia del movimento comunista, dalla Terza Internazionale alla guerra di Spagna, dalle repressioni di Stalin alla burocratizzazione del mondo sovietico negli anni Sessanta. Semprún affermava – ricorda Sandro Moiso nella prefazione alla presente edizione – «che tutti i suoi romanzi costituivano di fatto “un libro interminabile”. Romanzi, come quello che il lettore ha tra le mani, in cui clandestinità e azione politica, sia durante la Resistenza che successivamente nelle file dei servizi “comunisti”, spingono l’autore a render conto di quante menzogne occorresse all’epoca sostenere oppure contribuire a diffondere, anche nei confronti di amici e compagni “innocenti”, purché la grande macchina partitica ed organizzativa, oltre che propagandistica, di una rivoluzione da tempo fallita potesse continuare a rappresentarsi come l’erede delle tradizione rivoluzionaria proletaria». Intorno alla tragica epopea di Ramón Mercader e degli altri personaggi, maschili e femminili, teneri e violenti, in una trama
dalle sorprese continue, si dipanano i ricordi personali di Semprún, ma soprattutto il filo collettivo di una grande meditazione storica sul destino delle rivoluzioni.


Traduzione di Leopoldo Carra
Prefazione di Sandro Moiso

Pagine: 476

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Jorge Semprún

Scrittore spagnolo (1923-2011), esiliato con la sua famiglia in Francia dopo la guerra civile spagnola (1936-39), militò nella resistenza in Francia nella Seconda guerra mondiale e finì nel campo di concentramento di Büchenwald. Dopo aver svolto funzioni di primo piano, durante il franchismo, nelle fila del Partito comunista spagnolo, ne è in seguito uscito. A partire dagli anni Sessanta si è dedicato attivamente alla letteratura, scrivendo in francese romanzi e sceneggiature cinematografiche. Esordì con il romanzo Il grande viaggio (Le grand voyage, 1963 - pubblicato in Italia da Einaudi nel 1964), vincitore del premio Formentor. È stato ministro della Cultura in Spagna dal 1988 al 1991. È morto a Parigi nel 2011.

Descrizione

«Avrebbe dovuto trovarsi lì, lui stesso, su questa riva, di fronte alla città di Delft, sul limitare del quadro,
dove la sabbia della sponda, l’acqua sonnolenta, si sarebbero confuse, in primo piano nel suo sguardo,
rivolto poi obliquamente, con un movimento parsimonioso, per cogliere nel loro insieme le banchine, le case, gli empori, i tetti rossi e grigi, i campanili scuri e dorati della città di Delft, quando fosse arrivato qui, dopo una lunga camminata nella pianura dai colori di maiolica…»

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