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Vacanze nel Caucaso

18,00 

Estate 1914. Anna, giovane liceale greca di Costantinopoli, riceve dallo zio materno che vive in Russia un invito a trascorrere qualche settimana nel Caucaso. Partirà dopo poco a bordo del piroscafo Sicilia del Lloyd Triestino, attraverserà il Bosforo alla volta del Mar Nero e della Georgia, ma potrà fare ritorno a Costantinopoli solo dopo cinque lunghissimi anni. Scoppia intanto la Prima guerra mondiale, poi la Rivoluzione d’ottobre, e infine la guerra tra bianchi e rossi. Anna, da adolescente allieva del Collegio americano, si ritrova ad insegnare inglese in una cittadina della provincia russa, Stavropol’, dove imparerà a fronteggiare le progressive difficoltà del quotidiano. Le vicende autobiografiche di Maria Iordanidou, il cui esordio letterario avvenne a sessantasei anni compiuti, con il grande successo Loxandra (1963), rivivono in Vacanze nel Caucaso con tutta l’autenticità, l’immediatezza e l’autoironia che hanno sedotto centinaia di migliaia di lettori in Grecia e all’estero. «Ero una ragazzina allora e mi trovavo in Russia quando cominciarono le ristrettezze. Quelli erano gli anni più belli della mia vita, l’età della prima giovinezza. E cosa non desideravo! Pure, mancava tutto, tutto era carissimo. Così, dopo attenta considerazione, anch’io cominciai a servirmi da sola, come facevano tutti gli altri attorno a me. E più tardi, quasi per tutta la mia vita, dato che la gran parte di essa è trascorsa in mezzo a guerre e rivoluzioni, quando non potevo ottenere altrimenti quello che volevo, me lo facevo da sola. Persino i libri, in vecchiaia, me li sono scritti per me stessa, perché volevo leggere qualcosa del tempo andato e non riuscivo a trovare quel che desideravo». Con una scrittura vivida e immediata, Maria Iordanidou racconta eventi cruciali del Novecento attraverso scene familiari e immagini del quotidiano, immergendo il lettore nello sguardo incantato e tenace di Anna alla scoperta di una Russia dissimile dagli stereotipi, dove il tempo si dilata, i destini mutano in un istante e l’immancabile samovar è sempre pronto per il tè.


Traduzione di Francesco Colafemmina
Prefazione di Cristiano Luciani

Pagine: 208


 

Maria Iordanidou

(1897-1989). Nata a Costantinopoli, visse gran parte della sua infanzia al Pireo. Al suo ritorno a Costantinopoli si iscrisse al Collegio Americano. Quando le mancavano due anni al diploma accettò l’invito dello zio a trascorrere le vacanze estive in Russia. Qui restò per cinque interi anni. Costretta, al suo ritorno in patria, a trovare lavoro, grazie alla sua conoscenza delle lingue lavorò ad Alessandria d’Egitto e in seguito ad Atene dove si stabilì nel 1923. Lavorò per l’ambasciata dell’Unione Sovietica fino al 1939. Il suo primo libro, dedicato al ricordo di sua nonna, Loxandra, lo scrisse quando aveva sessantasei anni, nel 1963. Fu un enorme successo. Premiata con la Croce d’Oro dal Patriarcato di Costantinopoli, alla sua morte ad Atene nel novembre 1989, fu accompagnata da un incredibile concorso di popolo.

Descrizione

«Appoggiata alla battagliola, Anna riceve sulla fronte gli ultimi raggi del sole che tramonta e non vede che il
ricamo della spuma lasciato dalla scia della nave. Non sente che il solo pulsare del motore e il pulsare del suo
cuore. E improvvisamente, la voce del muezzin dalla sponda asiatica: “Allahu akbar…”»

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