In eredità un patrimonio e un destino, la famiglia di von Doderer

di Salvatore Lo Iacono – Lucialibri – 22 Agosto 2026

Un affresco corale da narratore puro che mette bonariamente alla berlina le convenzioni sociali dell´Austria-Ungheria di fine Ottocento. Il racconto di una dinastia di industriali inglesi trapiantati a Vienna, del rapporto tra un padre e un figlio, col più giovane che rinuncia ad avere una vita propria. “Le cascate di Slunj” riaccende i riflettori sul grande scrittore austriaco Heimito von Doderer… C´era una volta Broch, c´era una volta Musil e c´era una volta anche Heimito von Doderer (1896-1966), grande scrittore austriaco che in Italia è stato pubblicato, fra gli anni Sessanta e Ottanta, principalmente da Einaudi, ma anche da Garzanti. Una biografia controversa – con tanto di percorso personale segnato dall´adesione giovanile al nazionalsocialismo, prima al partito bandito in Austria negli anni Trenta, poi alla “sezione” tedesca durante l´occupazione – ha probabilmente pesato a lungo sulla ricezione critica di von Doderer, più cauta e ambivalente di quella riservata ai connazionali Musil e Broch, mantenendolo ai margini della canonizzazione internazionale nonostante l´ammirazione di lettori del calibro di Thomas Mann. Il passo d´addio, l´inizio più agevole Solo negli ultimi anni, con il crescente interesse per la narrativa mitteleuropea del disfacimento asburgico, la sua opera ha iniziato a raggiungere un pubblico più vasto fuori dall´area di lingua tedesca, e i lettori italiani possono adesso giovarsi di una edizione nuova di zecca, per i tipi di Medhelan , dell´ultimo romanzo che von Doderer riuscì a portare a termine, a pochi anni dalla morte. Nelle intenzioni dell´autore sarebbe stato il primo movimento di una tetralogia pensata sul modello della settima sinfonia di Beethoven, di cui il secondo tempo, Der Grenzwald , sarebbe apparso postumo e incompiuto nel 1967, mentre il terzo e il quarto non furono mai scritti. Le cascate di Slunj (419 pagine, 25 euro), questo il titolo del romanzo – tradotto da Ginevra Quadro Curzio, curato da Vito Punzi e prefato da Giovanni Pacchiano – è una porta d´accesso più agevole a von Doderer, per via della esemplare compattezza rispetto ai suoi titoli più noti, romanzi-mondo affollati di innumerevoli personaggi e numerosi salti temporali, marosi narrativi come La scalinata o I demoni , pubblicati negli anni Cinquanta. Se l´amore diventa sopraffazione… Le cascate di Slunj è un romanzo sulla capacità delle famiglie di trasmettere un patrimonio e soprattutto un destino, e sulla difficoltà di distinguere, dentro quella trasmissione, l´amore dalla sopraffazione. La vicenda segue due generazioni della famiglia Clayton, industriali inglesi trapiantati a Vienna alla guida della succursale locale di una fabbrica di macchinari. Robert Clayton arriva nella capitale danubiana da giovane, vi mette radici, sposa Harriet e con lei intraprende un viaggio di nozze che li porta, nel 1877, fino alle cascate della Slunjcica presso la cittadina croata di Slunj: un luogo che diventa una sorta di sorgente del destino. Nove mesi dopo quel viaggio nasce Donald, il figlio unico, cresciuto in parte in Inghilterra dai nonni e in parte a Vienna accanto al padre, in un rapporto fraterno più che filiale. Robert Clayton impone senza sforzo apparente la propria visione del mondo, quella tipica di un´epoca – l´Austria-Ungheria di fine secolo – e il figlio, per restare accanto a lui, finisce per rinunciare a una vita propria. Allusioni, pettegolezzi e conversazioni Il finale è dichiarato quasi subito: dopo un incontro enigmatico con l´ingegnera Monica Bachler, Donald scivola per la prima volta lungo i sentieri stretti che costeggiano le cascate, senza conseguenze gravi. L´episodio si ripete anni dopo, al ritorno da un viaggio d´affari: questa volta la caduta è fatale, e Donald muore, apparentemente per lo spavento più che per l´impatto. Tra le due cadute si consuma tutta la vicenda del romanzo, un affresco corale di contabili e portinaie, factotum d´albergo e funzionari, piccole e grandi comparse, tenute assieme dalla consumata maestria di Heimito von Doderer, narratore puro che cuce assieme pettegolezzi da salotto e convenevoli fra famiglie borghesi, conversazioni da tè pomeridiano e allusioni scambiate nei corridoi degli uffici. Entomologica è la precisione dello scrittore austriaco nell´osservare, con malcelata ma bonaria ironia, le convenzioni sociali senza mai scadere nella caricatura pura. 


Le cascate di Slunj

25,00 €

Romanzo totale di un maestro indiscusso della letteratura austriaca, Le cascate di Slunj racconta attraverso le vicende di una famiglia di industriali britannici, il crepuscolo di un’era, di una società, di uno stile di vita. Il romanzo si apre con la luna di miele di Robert e Harriet Clayton sul finire degli anni ’70 del XIX secolo presso le cascate di Slunj, in Croazia. Nove mesi dopo nascerà Donald, protagonista del romanzo. Ambientato fra Inghilterra e impero Austro-ungarico, il romanzo racconta le vicende della generazione di Donald, le sue ambizioni, i sogni, gli amori e i fallimenti. Sullo sfondo la consapevolezza di una profonda inadeguatezza dei figli rispetto ai loro padri, la percezione che un mondo è al tramonto e all’orizzonte non fanno capolino nuovi inizi. Donald viene mandato in Inghilterra per l’istruzione scolastica,
si laurea in ingegneria meccanica ed entra nella ditta del padre, che alterna la permanenza a Vienna con soggiorni nella fabbrica inglese. «Vienna – sottolinea nella prefazione Giovanni Pacchiano – ha largo posto nella più parte del libro, con una molteplicità di figure, ricchi industriali e mercanti, medici, magistrati, ma anche portinaie invadenti e pettegole, fannulloni che fanno carriera, tecnici laboriosi e fedeli al padrone. E donne. Donne. Tra cui donne soprattutto non giovanissime assetate di trasgressione anche con giovinetti ginnasiali. Si accresce anche la presenza ossessiva delle acque: il Danubio, altro protagonista della trama, e il suo canale, con gli scogli dove le due giovani prostitute di strada Finy e Feverl fanno il bagno e, un giorno, salvano una bambina di una ricca famiglia caduta in acqua, dando una fortunata svolta al loro destino. Loro, le uniche creature che riescono a raggiungere una limpida serenità». Doderer, convinto che il «romanzo sia una perpetua ricerca della realtà», racconta con lo sguardo allenato dello storico e una profonda cura dei dettagli e dello stile, l’instabilità delle certezze, lo smarrimento di senso degli anni che precedono la Prima guerra mondiale. Un sentimento che pervade la prima metà del Novecento e ritorna oltremodo attuale nella nostra contemporaneità.


Traduzione di Ginevra Quadrio Curzio

A cura di Vito Punzi

Prefazione di Giovanni Pacchiano

Pagine: 424


Recensioni:

Pulp Magazine – Paola Quadrelli

Lucialibri – Salvatore Lo Iacono 


 

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